Da anni si parla di smart city, delle città intelligenti. Ma il concetto di “smart” in realtà molto spesso viene usato in modo improprio, ad esempio per indicare un solo aspetto innovativo che caratterizza una città, mentre la definizione di “smart city” è più ampia e coinvolge diversi aspetti in termini di ottimizzazione dei servizi, di sostenibilità, di innovazione tecnologica, il tutto con uno scopo unico: migliorare la qualità di vita dei cittadini. 

Cos’è una smart city 

Abbiamo già dipanato la questione di definire cos’è una smart city, capirne la storia e le caratteristiche peculiari e necessarie per poter identificare una città come smart. Ciò che sicuramente può essere utile per comprendere ancora meglio il valore aggiunto di rendere una città “smart” e quindi per incentivare questa transizione, sono sicuramente degli esempi pratici, sia di attività da mettere in pratica, sia di città che sono riuscite a diventare esempi di Smart City. 

Secondo le stime delle Nazioni Unite, entro il 2050 la popolazione della Terra sfiorerà i 9,7 miliardi di abitanti con un conseguente aumento dei consumi di energia, della produzione di rifiuti e delle emissioni di gas serra. Appare quindi chiara l’urgenza di intervenire al più presto per cercare il modo di prevenire le difficoltà che potranno verificarsi e migliorare così le condizioni di vita sia attuali, sia per le prossime generazioni. Anzi, soprattutto per loro, perché si tratta di evoluzioni che richiedono tempo per essere sviluppate e ancora di più per essere metabolizzate e per radicarsi nei comportamenti dei cittadini. 

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Troppo poco spesso finora le politiche si sono occupate della gestione di queste problematiche, ma oggi, fortunatamente, la tecnologia mette a disposizione conoscenze e strumenti per intervenire. Ad esempio il cosiddetto Internet of Things (IoT), l’insieme di tecnologie che permettono di collegare in rete qualunque oggetto per monitorarlo e raccogliere informazioni sul suo comportamento, utile a supportare ed automatizzare i processi decisionali, generando un effettivo valore per il business. 

Proviamo a stilare una lista di attività da fare e di aspetti da tenere in considerazione per trasformare una citta in smart city: 

Traffico: 

  • – strade percorse da auto a guida autonoma,  
  • – incroci regolati da semafori intelligenti, 
  • – traffico fluido con la possibilità di praticare una mobilità sostenibile fatta di bike sharing, car sharing e auto ibride o elettriche. 
  • – Parcheggi pubblici intelligenti, collocati nella periferia della città e ben collegati al centro urbano con trasporto pubblico 
  • – Gestione online dei parcheggi, per prenotare il proprio posto auto tramite Internet e limitare così code, traffico e il conseguente inquinamento ambientale 

Energia e rifiuti 

  • – Riuso dei rifiuti utilizzando gli scarti delle discariche cittadine per produrre biogas ed energia pulita 
  • – Ampliamento delle aree verdi pubbliche, i polmoni verdi delle città 
  • – Edifici green e certificati secondo standard di efficienza energetica 
  • – Ricerca di fonti di energia rinnovabili internamente alla città, per renderla autosufficiente e garantire il fabbisogno energetico metropolitano 

Innovazione tecnologica 

  • – Sistemi informatici IoT, per l’ottimizzazione dell’efficienza energetica, per ridurre gli sprechi e monitorare i consumi in tempo reale. Per fare ciò c’è bisogno di raccogliere tantissime informazioni, per questo la smart city è costellata di sensori ambientali (e non) che possono essere usati per il monitoring real-time, ma anche per alimentare servizi analitici più evoluti e permettere così alle amministrazioni una gestione sempre più efficiente. 
  • – Comunicazione digitale per i cittadini, ad esempio con l’uso di app o canali social che diffondano informazioni importanti per i cittadini, non solo per creare collaborazione e condivisione, ma anche per un miglior controllo del traffico e della mobilità 

Ultimo aspetto, ma non per importanza, è il sentimento di collaborazione e condivisione che si deve istaurare tra e con i cittadini: nulla di tutto ciò che è stato detto sarebbe possibile senza la collaborazione e l’impegno delle persone che abitano la citta. 

Tutto questo non fa altro che evidenziare che l’obiettivo finale di una città smart è migliorare la vita dei cittadini e di chi si trova a vivere e muoversi in quella città.  

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Quali sono le principali smart city nel mondo? 

Ogni anno diverse agenzie si occupano di fare il censimento e la classifica delle smart city a livello mondiale, proponiamo la classifica worldwide elaborata da IMD (International Institute for Management Development).

Ecco la classifica delle 10 città del mondo che risultano essere le più “smart”:

Classifica delle Smart City Worldwide 2024 elaborata da IMD (International Institute for Management Development)

Zurigo, Oslo e Canberra si confermano al vertice della classifica: mentre Zurigo e Oslo già dal 2019 coprono i posti più alti di questa classifica, dal 2023 Canberra entra nella Top 3 e si mantiene per il 2024 superando Copenhagen e Londra che hanno detenuto il 3° posto negli anni precedenti.

Zurigo ottiene il massimo punteggio grazie all’efficienza della sanità di base, al sistema di riciclaggio ben funzionante, ottimi trasporti pubblici, attività culturali ed opportunità scolastiche e lavorative.

Anche Oslo raggiunge il secondo posto grazie agli alti punteggi sugli stessi aspetti, anche se con valori medi leggermente più bassi.

Canberra supera la media generale riguardo le opportunità di studio e lavoro, ed eccelle riguardo i bassi livelli di inquinamento dell’aria, pecca però nella gestione dei trasporti pubblici soprattutto dal punto di vista tecnologico (prenotazione online dei parcheggi e acquisto online dei biglietti per il trasporto pubblico).

Subito sotto Ginevra e Singapore, già presenti nella top10 negli anni passati, ma in questo 2024 fanno un energico passo in avanti grazie a punteggi sopra la media un po’ in tutti gli aspetti osservati, sia strutturali, sia tecnologici.

È interessante vedere che dei primi 10 classificati ben 7 sono città europee, di cui 3 in Svizzera. Per veder apparire gli Stati Uniti c’è da aspettare il 34° posto di New York e il 36° di Boston, mentre per la Cina il 13° posto di Pechino.

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E in Italia? 

Per l’Italia sono solo due le città che appaiono in classifica nei primi 100 posti: si tratta di Bologna al 78° posto, e Milano al 91° posto. A seguire Roma, 133° nella classifica world wide.

Una soddisfazione amara per Bologna, prima classificata in Italia, ma in calo di ben 27 posizioni rispetto alla classifica del 2023. I punteggi risultano un po’ tutti in calo dal 2023 ad oggi, ma particolarmente preoccupanti sono gli aspetti legati alla mobilità pubblica e alle applicazioni tecnologiche riguardo scuola e lavoro, che da essere leggermente sopra la media ne scendono ben al di sotto.

Anche Milano non è migliorata, anzi, è calata di 9 posizioni rispetto al 2023: in questo caso i cambiamenti nei punteggi sono pochi rispetto all’anno precedente, un lieve peggioramento si nota soprattutto riguardo la sanità pubblica verso la popolazione meno abbiente e un aggravamento dell’inquinamento dell’aria.

Allo stesso modo Roma passa dalla 122° alla 133° posizione scendendo di ben 11 posti, continuando a rimanere ben sotto la media su quasi tutti gli aspetti osservati. Unica nota positiva, comunque poco al di sopra della media, sono gli aspetti tecnologici riguardo le attività, in particolare la possibilità di acquistare online biglietti per spettacoli, musei ed attività culturali.

Questi dati lasciano spazio ad una serie di considerazioni su quanto ci sia ancora da fare in Italia. Non solo gli aspetti tecnologici sono il tallone d’Achille anche delle città che sono posizionate più alte in classifica, sembra proprio che l’attenzione alla qualità della vita stia calando, perlomeno rapportandola con ciò che accade nel resto del mondo.

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