Da tempo BNova è un fautore della data culture (cultura del dato) a tutti i livelli aziendali e in tutti i reparti, la condivisione dei dati e informazioni è fondamentale per garantire il successo perché “non importa quanto dettagliata e solida sia la tua strategia, se le persone che la eseguono non nutrono la cultura appropriata, i tuoi progetti falliranno.”

La cultura si mangia a colazione la strategia!

Frase di Peter Drucker, forte, ma significativa. Anche con un piano strategico molto forte e ben pensato, la sua efficacia sarà influenzata dai membri del team, negativamente se non condividono la cultura corretta.

A fronte anche delle nuove normative a tutela del dato è necessario garantire quell’insieme di processi, ruoli, policy, standard e metriche finalizzato a garantire un uso ottimale delle informazioni, che permetta all’organizzazione di mantenere standard operativi di livello alto. Per fare questo è chiaro che la consapevolezza della gestione del dato e della sua eventuale “lavorazione” deve essere trasmessa a tutti i soggetti operanti in azienda. E’ fondamentale diffondere la cultura del dato in tutta l’azienda.

 

La cultura del dato deve essere incoraggiata, non imposta.

 

Ma fortunatamente si sta sempre più diffondendo la presa di coscienza dell’importanza della data culture, e questo è anche il chiaro segnale che le aziende iniziano a percepirne l’importanza e ad essere pronte davvero ad un cambiamento così radicale. Non stupisce infatti che sempre più soluzioni IT mostrino interesse verso questo tema, soprattutto nei casi in cui il dato è l’elemento centrale del prodotto offerto.

 

Ad esempio durante il Government Summit 2021 organizzato lo scorso 6 Aprile da Tableau, prodotto leader per la Data Visualization, la data culture è stata una degli temi centrali di riflessione.

 

Durante il summit sono stati affrontati diversi temi, a partire da quelli che riguardano le modalità di accesso ai dati, fino alla prevenzione delle frodi, per arrivare al tema della Data Culture. È stato detto che “la cultura è fondamentale: le analisi e le visualizzazioni dei dati sono efficaci solo quando le persone le utilizzano”. Costruire una solida cultura del dato interna è fondamentale per la trasformazione dei dati in informazioni, le informazioni in conoscenza, e la conoscenza in valore. Una piattaforma come Tableau, che offre a tutti la possibilità di utilizzare i dati nei loro ruoli, indipendentemente dal fatto che siano o meno un data scientist, aiuta a creare consenso per il cambiamento a tutti i livelli.

Qui sotto ecco un resoconto di alcuni dei vantaggi dell’adottare una buona e diffusa cultura del dato e che BNova di certo condivide.

 

I dati apportano valore anche se non ti occupi esclusivamente di data science

Attraverso i dati si possono ottenere informazioni rilevanti concernenti il proprio business. La data science è un modo per estrapolare valore in modo puntuale, efficiente ed avanzato. Il fatto che molte aziende non si occupino direttamente di data intelligence non significa che non immagazzinino continuamente dati e informazioni che vengono usati e “lavorati” quotidianamente,

 

I dati sono immobilizzazioni del tuo Stato Patrimoniale e come tali andrebbero trattati

Le immobilizzazioni sono componenti dell’attivo dello Stato Patrimoniale destinate a durare in azienda  (vita utile) e in quanto tali ad essere impiegate nel tempo per la produzione aziendale: macchinari, strumenti tecnologici ma anche componenti immateriali come spese di pubblicità, marchi e brevetti. I dati funzionano allo stesso modo. Se ci pensate molti di essi non vengono mai cancellati e rimangono in pancia all’azienda a lungo. A seconda del tipo di immobilizzazione, inoltre, ad essa viene fatta manutenzione o, in ogni caso, vengono destinate loro delle attività o presi provvedimenti come la dismissione di un macchinario. Con i dati bisognerebbe avere medesima cura, ad esempio controllarli e catalogarli e fare continuo audit sui processi che ne hanno visto un coinvolgimento, sapere dove si trovano e, dal momento che potrebbe essere richiesto, provvedere alla loro cancellazione (dismissione dell’immobilizzazione).

 

Diffondere una growth mindset “data first”

Organizzando in modo analitico le procedure interne all’azienda, così da creare una filiera del dato, si deve coinvolgere, poi, il personale aziendale nell’agire in modo consapevole (quali dati, come li uso, dove sono, chi altro li usa e come li sta usando). Investire nella formazione del personale stesso permette di gestire tutto in modo più efficiente. Ecco perché la Data Governance è una “affare di tutti”, di coloro che custodiscono e gestiscono i dati (i reparti IT), ma anche di coloro che li utilizzano (tutte le persone in azienda).

 

Non solo efficienza ma anche efficacia

Gestire in maniera ottimale processi relativi ai dati e persone che ruotano intorno ad essi va da sé che porta una maggior efficacia dei processi decisionali con un notevole risparmio di tempo.

 

I dati (e la loro gestione ottimale) portano valore aggiunto anche economico

Estrarre informazioni rilevanti dai dati corrisponde a creare conoscenza consentendo decisioni e strategie che arrecano vantaggi anche in termini economici. Se conosco il contesto in maniera approfondita posso anche fare analisi che confrontino i risultati ottenibili dall’implementare differenti scelte strategiche, massimizzando, così, i risultati di business.

 

Altre info relative alla cultura del dati emersi durante il Summit di Tableau potete trovarli qui: Adopting a Data Culture: Four takeaways from public sector leaders

 

 

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