Nell’era del digitale le organizzazioni si ritrovano ad acquisire, preparare ed analizzare grandi quantità di dati, a loro volta provenienti da una elevata varietà di fonti. In questo contesto sono stati sviluppati i software di data virtualization, piattaforme in grado di aggregare un’ampia tipologia di dati, acquisiti dai sistemi aziendali da fonti multiple, ai fini di renderli disponibili attraverso un unico storage di natura logica, in grado di rendere del tutto trasparente all’utente finale la complessità dell’infrastruttura sottostante.

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La data virtualization semplifica il data management in vari aspetti, a cominciare dal fatto di ridurre o eliminare la necessità di una copia fisica dei dati originali, altrimenti indispensabile nei processi ETL (Extract Transform and Load) dei sistemi di gestione dei dati come i data warehouse.

I servizi di data virtualization consentono di ottenere una visibilità elevata in merito ai dati conservati presso vari storage fisici, ottimizzando di conseguenza i costi relativi alla gestione e manutenzione, anche grazie alla possibilità di esternalizzare gli oneri derivanti dall’infrastruttura IT attraverso i servizi gestiti in cloud.

Entriamo nel dettaglio della data virtualization per capire in cosa consiste, come funziona, quali sono le piattaforme più comunemente utilizzate e quali sono i vantaggi che le organizzazioni possono acquisire grazie alla loro implementazione nelle pipeline di gestione dei dati.

Che cos’è la data virtualization?

La data virtualization è un layer logico che integra tutti i dati conservati nei vari sistemi aziendali, rendendoli disponibili come se si trovassero in un unico repository, unificando la base dei dati stessi. La virtualizzazione dei dati consolida le risorse fisiche per garantire una governance centralizzata, semplificando tutti i processi operativi, come il controllo degli accessi e la sicurezza informatica, ai fini di rendere disponibili i dati in tempo reale agli utenti e ai dispositivi autorizzati.

Come funziona

Un software di data virtualization è un middleware capace di aggregare i dati conservati presso vari storage fisici e renderli disponibili virtualmente come se costituissero un’unica base di dati, senza costringere ad alcuna modifica i file originali. Le piattaforme di data virtualization dispongono di appositi connettori con le fonti di dati, che consentono di interfacciarli con gli utenti attraverso un pannello di controllo disponibile attraverso un semplice browser web, in piena coerenza con le logiche della disponibilità delle risorse IT “as a service” tipiche dei servizi in cloud e delle applicazioni moderne.

Per tali aspetti, la data virtualization semplifica radicalmente il ruolo della governance dei dati, rendendola al tempo stesso più economica rispetto ai sistemi IT tradizionalmente utilizzati nelle aziende per gestire le risorse e le pipeline operative.

Tra le principali motivazioni funzionali legate alla data virtualization in ambito enterprise ritroviamo:

  • – Miglioramento della comprensione dei processi complessi, grazie all’aggregazione dei dati e delle informazioni provenienti da varie fonti, del tutto differenti tra loro
  • – Miglioramento delle query sui dati correlati
  • – Maggior efficienza nella disponibilità dei dati per il test e il deploy delle applicazioni cloud native
  • – Maggior semplicità ed efficienza nel monitoraggio e nell’analisi dei risultati di business in tempo reale
  • – Abilitazione di procedure di tracking sullo storico dei dati, ad esempio per esigenze di carattere normativo

Quali sono i vantaggi?

La maggior parte dei vantaggi derivanti dalla data virtualization derivano dalla sua natura funzionale, legata alla capacità di aggregare in maniera virtuale i dati conservati presso vari storage fisici, ai fini di rendere questa complessità infrastrutturale del tutto trasparente sia agli utenti finali che a chi si occupa di garantire un’adeguata governance dei dati.

La capacità di astrarre gli storage consente dunque di risparmiare budget considerevoli anche per gli strumenti di integrazione, che possono essere reindirizzati verso attività più profittevoli o strategiche per il business.

La visione unificata dei dati alleggerisce inoltre il livello di competenze richieste per gestire le risorse, alleggerendo la spesa per il reparto IT e gli specialisti dei dati, oltre alla possibilità di poter esternalizzare vari servizi.

La data virtualization consente inoltre evidenti vantaggi in fatto di innovazione, grazie alla possibilità di impiegare tecnologie di intelligenza artificiale e machine learning per semplificare ed aumentare il livello generale di efficienza nella preparazione, nella modellazione e nella rappresentazione dei dati.

Un recente studio di Forrester Consulting, commissionato da Denodo, produttore di una delle più celebri piattaforme di data virtualization attualmente disponibili sul mercato, ha evidenziato quattro vantaggi chiave per le aziende che implementano la virtualizzazione dei dati nei loro sistemi IT.

Flessibilità e agilità dell’organizzazione

La data virtualization elimina a monte le operazioni di copia, spostamento e modifica dei file, in quanto questi rimangono conservati nei loro sistemi di origine. I processi ETL dei data warehouse “tradizionali, effettuano invece una più dispendiosa replica dei dati preparati e caricati sul sistema di gestione.

Soddisfazione dei dipendenti

Gli utenti finali possono accedere ai dati in maniera totalmente trasparente rispetto alla complessità dell’infrastruttura sottostante, come si trovasse all’interno di un unico repository. Tale funzione consente ai dipendenti di lavorare oggettivamente meglio per ottenere maggiori gratificazioni, concentrandosi esclusivamente sulle operazioni di loro competenza ed evitando di perdersi in inutili tecnicismi.

A giovarne, molto spesso, è anche la qualità del lavoro, con progetti che possono essere completati in tempi inferiori rispetto a quando si accede dati conservati presso vari storage fisici.

I software di data virtualization consentono inoltre di costruire modelli logici in grado di agevolare le query e diverse fasi di preparazione dei dati, oltre renderli disponibili mediante un unico pannello di controllo accessibile da un semplice browser web.

Soddisfazione dei clienti

Secondo le analisi svolte da Forrester Consulting in merito alla data virtualization, non andrebbero mai trascurati anche gli effetti benefici di cui possono godere gli stessi clienti finali, in termini di una qualità generale del servizio elevata, a costi spesso inferiori rispetto all’impiego di storage e ai sistemi di gestione dei dati tradizionali. Tali servizi, generalmente più efficienti, consentono di ottimizzare anche la durata dei processi, realizzando le attività con tempistiche inferiori, con la possibilità di avere ritorni più profittevoli.

Compliance, sicurezza e governance

La data virtualization consente di generare un notevole valore aggiunto anche per quanto concerne il soddisfacimento delle normative sul trattamento e sulla conservazione dei dati (GDPR), con sensibili incrementi di efficienza anche per quanto riguarda la sicurezza informatica e la data governance complessiva.

Le piattaforme di data virtualization si integrano con i sistemi aziendali per gestire in maniera puntuale le autorizzazioni degli utenti che accedono ai dati, applicando automaticamente le policy predefinite.

Oltre ai quattro vantaggi identificati da Forrester Consulting nella sua analisi sulla data virtualization, appaiono decisamente evidenti una serie di vantaggi dal punto di vista tecnologico, in particolare per quanto riguarda i seguenti processi:

  • – Accesso a differenti fonti di dati
  • – Trasformazione dei dati
  • – Modellazione dei dati
  • – Trasformazione dei dati non relazionali
  • – Semplificazione delle interfacce d’uso
  • – Performance delle query
  • – Abbattimento dei data silos
  • – Implementazione tool di sviluppo no code e low code

Gli strumenti e le piattaforme di data virtualization

Gli hyperscaler dispongono di specifici strumenti per la data virtualization integrati nei loro ecosistemi cloud. È il caso, tra gli altri, di nomi come AWS, Microsoft, Google, IBM, SAP, Oracle e Red Hat, a cui si aggiungono dei brand specializzati in questo particolare ambito della virtualizzazione, come Denodo.

Denodo

Denodo è una piattaforma di data virtualization che può essere eseguita sia on-premise che negli ecosistemi cloud Microsoft Azure e AWS. Tra le sue funzioni, Dedono prevede un sistema di elaborazione del caching nella memoria appositamente pensato per ottimizzare le performance delle query in maniera dinamica.

Denodo è ormai un autentico punto di riferimento nell’ambito dalla data virtualization, e risulta perfettamente compatibile con moltissimi standard, tra cui OAuth 2.0 Security Assertion Markup Language, OpenAPI e Open Data Protocol.

Denodo si integra perfettamente nel contesto cloud native e può essere eseguito anche nei container Docker.

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