Negli ultimi anni, la Generative AI (GenAI) è passata da curiosità accademica a tecnologia dirompente, con modelli avanzati come GPT-4 per il testo e DALL·E 3 per le immagini. 

Oggi, i modelli di AI generativa sono sempre più accessibili, e la sfida per le aziende nel 2025 sarà utilizzarli strategicamente per ottenere vantaggi competitivi. 

L’AI è una materia in continua evoluzione e per individuare quali suggerimenti dare alle aziende per sfruttarla al meglio è necessario definire il panorama entro il quale l’AI in generale, e la GenAI di conseguenza, si sta evolvendo, quali fattori ne influenzano lo sviluppo: tra questi c’è sicuramente l’ascensa alla creazione e adozione di modelli aperti, che favoriscono accessibilità e flessibilità rispetto ai modelli chiusi. Inoltre, l’AI governance sta diventando un aspetto cruciale anche in settori non tecnici come ad esempio il marketing in cui sta assumendo un ruolo chiave nella gestione della brand reputation e della fiducia dei clienti. 

La multidisciplinarità è un altro elemento essenziale: la collaborazione tra esperti di diverse discipline e la possibilità di considerare il pensiero critico e la creatività anche di figure più vicine al business aiuta a creare modelli più etici, interpretabili e adatti a contesti complessi. Parallelamente, la riduzione dei costi dell’AI è una priorità, spingendo le aziende verso soluzioni sostenibili come l’informatica quantistica e architetture energeticamente efficienti. 

Infine, non possiamo non considerare quanto l’AI sta trasformando i processi aziendali: solo le aziende che riorganizzeranno i propri processi potranno sfruttare appieno il suo potenziale; un po’ come è accaduto con l’introduzione dell’elettricità nelle aziende nel primo ‘900, il suo impatto sarà limitato per chi la applica senza ripensare i flussi di lavoro. 

Questi fattori delineano il futuro dell’AI e dell’AI generativa con l’obiettivo di allargare la sua applicazione rendendola sempre più una tecnologia di uso comune. 

Le 5 tendenze della GenAI per il 2025 

L’adozione sempre più diffusa e generalizzata dell’AI e della GenAI pone una nuova sfida per le aziende: distinguersi in un mercato in cui gli stessi strumenti sono alla portata di tutti. Per capire in che modo questo può essere fatto analizziamo le 5 tendenze della GenAI del 2025 individuate da Dataiku in questo approfondimento, suggerimenti rivolti alle aziende per utilizzare in modo efficace le proprie risorse per ottenere il massimo valore dalla GenAI, facendola diventare un vantaggio competitivo specifico e distintivo.  

1. Integrazione e personalizzazione per aumentare il vantaggio competitivo 

Per come la GenAI si sta evolvendo, le sue capacità di base sono sempre più ampiamente disponibili e quindi la sua adozione di per sé non rappresenta più un vantaggio competitivo per le aziende. Per questo il suggerimento è quello di andare oltre il semplice impiego di modelli pre-addestrati alla ricerca di qualcosa che sia distintivo e porti vantaggio competitivo, ad esempio utilizzando tecniche RAG per migliorare l’accuratezza del modello generico calandolo nel contesto aziendale. Le aziende dei diversi settori potranno così esplorare nuovi modi per creare applicazioni su misura, ad alto valore aggiunto per il business: la chiave per ottenere una vera differenziazione sta nella combinazione tra personalizzazione dei modelli ed integrazione dell’AI nei processi aziendali. 

Ad esempio, nel settore bancario, l’adozione di modelli AI personalizzati consente di migliorare la valutazione del rischio creditizio e offrire esperienze di customer service automatizzate e su misura, come chatbot avanzati per la gestione delle richieste clienti. Nel settore manifatturiero, la GenAI viene invece spesso impiegata per ottimizzare la progettazione di nuovi prodotti e prevedere guasti nei macchinari, riducendo i costi di manutenzione e aumentando l’efficienza operativa (manutenzione predittiva). Questi casi dimostrano come l’uso strategico dell’AI possa tradursi in vantaggi concreti e misurabili per le aziende. 

2. Ricerca di metriche e KPI per giustificare i costi 

Come per qualunque nuova tecnologia che irrompe nella quotidianità delle aziende, anche gli investimenti nell’AI devono produrre un valore aziendale misurabile, dimostrare un ROI per giustificare la loro esistenza e sostenibilità economica. Per questo CDO e manager sono sotto crescente pressione. In quest’ottica è fondamentale che le imprese che investono nell’AI abbiano un chiaro allineamento agli obiettivi strategici per non rischiare di investire risorse utili nella direzione sbagliata sprecandole e non poter così dimostrare il ritorno economico. Trovare le KPI e gli strumenti più adatti a dimostrare il ROI dell’AI è una sfida difficile ed ambiziosa, ma sicuramente anche molto stimolante. 

3. Framework Multi-LLM per gestire la complessità dell’AI in azienda 

Anche in questo caso, come accade per ogni nuova tecnologia, spesso il primo approccio all’AI è confusionario, non c’è chiarezza su quale sia la strada più adatta da percorrere o, in questo caso, quale sia il miglior modello LLM da adottare. Si procede per tentativi, per sperimentazioni e il rischio è quello di creare caos operativo: oggi circa 1 azienda su 3 adotta l’AI con una strategia multi-LLM che comprende almeno 4 diversi modelli combinati per motivi di costo, conformità e performance. Questa moltitudine crea un alto livello di complessità e rende indispensabile per le aziende l’adozione di framework per la gestione e l’integrazione dell’AI. Una tendenza per il 2025 è quindi la ricerca di strumenti per controllo e coordinamento dei modelli per gestirli al meglio e fare “ordine nel caos”. 

In questo senso BNova, grazie alla sua esperienza e al know how acquisito, saprà aiutare le aziende ad analizzare la propria situazione per capire non solo quanti e quali modelli possono portare davvero un valore aggiunto, ma anche scegliere i giusti strumenti per integrare l’AI nei flussi aziendali mantenendo il coordinamento e il controllo sui dati. 

4. Necessità di governance, controllo e conformità 

I dati sono un asset centrale per ogni attività e in ogni settore. Uno dei più grandi errori che ancora oggi spesso le aziende commettono è quello di trattare la governance come una questione secondaria. Oggi trasparenza e compliance dell’AI non sono solo necessità legali, ma anche un aspetto cruciale per il business. Con l’incremento delle normative, come l’AI Act, infatti, le aziende rischiano, oltre all’esposizione legale, caos operativo e conseguenti danni a cascata sui processi operativi, fino alla brand reputation. L’AI si nutre di dati e dipende direttamente dalla loro qualità, integrità e accessibilità. La capacità di gestire i dati in modo strategico, etico e conforme alle normative diventa quindi un elemento chiave. Per questo in BNova la governance è uno dei temi centrali e delle questioni che più ci sta a cuore integrare nelle aziende che si affidano a noi, siamo convinti che solo un approccio strutturato alla governance possa garantire soluzioni di AI realmente efficaci, scalabili e sostenibili nel tempo. 

5. L’innovazione continua è la chiave per il successo 

Nel prossimo futuro, anche grazie al suo approccio sempre più commodity, ci si aspetta per l’AI una diffusione a macchia d’olio, travolgente ed inevitabile, non solo su aspetti che riguardano l’efficienza operativa, ma anche la ridefinizione dei flussi di lavoro. Per questo motivo le aziende non devono farsi spaventare dall’AI, ma farsi coraggio, avvalersi di consulenti e personale qualificato per ottimizzare le risorse e ridurre i rischi e buttarsi in questa avventura. “Chi si ferma è perduto”: le aziende che non integreranno l’AI nei loro processi perderanno terreno, rischieranno di non riuscire a tenere il passo con le altre.  

Le cinque tendenze descritte in questo articolo rappresentano un quadro di riferimento utile per orientarsi in questo scenario in continua evoluzione. Come consulenti nel settore dell’AI, la nostra missione è non solo contribuire alla divulgazione e alla comprensione di queste tecnologie, ma anche fornire alle aziende le competenze necessarie per navigare con successo queste nuove frontiere. 

Il futuro dell’AI è in continua espansione e chi saprà coglierne appieno il potenziale, con l’approccio giusto, avrà sicuramente un vantaggio decisivo nel lungo periodo. 

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